Noi siamo quello che mangiamo

Noi siamo quello che mangiamo” è una celebre frase del grande filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Sulla qualità dei cibi, che introduciamo e diamo ai nostri figli, esiste una ricca letteratura scientifica.

Una corretta alimentazione inizia a colazione, a casa e non al pasto della mensa scolastica. La scuola è un supporto, autorevole ed educativo che coadiuva con il lavoro, autorevole ed educativo, iniziato dentro le nostre famiglie. E’ impensabile che si debba delegare alla scuola tutto ciò che non riusciamo a fare a casa o nella fattispecie alla gestione dei cibi nelle mense scolastiche.

Noi genitori abbiamo gli elementi per valutare se un pasto è ben articolato ed è dato dalla contemporanea presenza nel pasto delle tre porzioni: carboidrati ( pasta, pane e patate), proteine ( pesce, carne, uova, latticini, cereali e legumi) e grassi (olio di oliva) e per ultimo, ma non perché meno importante, i minerali e le fibre.

Se un bambino è coperto dai tre pilastri nutrizionali, quel bambino ha una buona alimentazione. Se ai nostri figli omettiamo, o ancora peggio, pensiamo di sostituire uno dei tre pilastri a vantaggio di uno, ecco che si innesca un processo che nel tempo darà la perdita dell’omeostasi fisiologica.

Importante, a mio avviso, che si assaggi e si introduca tutto quello che la natura ci offre rispettando la sua stagionalità, le produzioni a cortometraggio zero e si ritorni, nei limiti della nostra routine quotidiana, alla preparazione dei cibi in casa. Una patata fritta in olio di oliva ha una funzione nutrizionale ben diversa dalla patata fritta, sempre in casa, ma surgelata della catena industriale. Quel prodotto surgelato non è una patata, ma un surrogato di miscele e polveri in cui il tubero ne costituisce la minoranza. La costante presenza di miscele gassate e colorate sulla nostra tavola è spesso il compromesso che molti genitori adottano pur di risollevare un’ innata inappetenza. Una buona cotoletta panata in casa, ha un valore nutrizionale diverso da una cotoletta pronta e surgelata acquistata al supermercato. Di esempi come questi potremmo farne all’infinito.

Riscontro frequentemente delle lamentele di molti genitori sulla cattiva gestione e qualità di cibi nelle scuole, ma ahimé, devo purtroppo constatare che ad una attenta anamnesi alimentare domiciliare, i cibi graditi e consumati costantemente non rientrano tra quelli più utili dal punto di vista nutrizionale. Trovo costantemente, con un rischio ancora più grave di danno, l’omissione della prima colazione, sostituita, anzi, ingurgitata in macchina, dalla merendina industriale.

Tempo fa mi fu chiesto se potevo effettuare un certificato per un consumo di prosciutto crudo “tagliato a mano e senza grasso” alla direzione della mensa scolastica del figlio!!!!!

In merito alle calorie penso che sia più idoneo parlare di rotazione degli alimenti nelle giuste proporzioni e di ridurre al minimo tutti i prodotti delle catene industriali che sono “vuoti” dal punto di vista nutrizionale ma ricchi in “calorie”.

Se la natura ha cercato di salvaguardare, malgrado l’uso improprio dei pesticidi et all, molti dei prodotti arrivati fino alle nostre tavole, un motivo deve pur esserci e vale la pena riflettere e soffermarci su questo.

Spesso parlando con i piccoli, porto loro il classico esempio della torta della mamma (tempo di preparazione 15′) e le merendine della mitica casetta bianca. Quando dico loro che assumono un prodotto preparato almeno 12 mesi prima (quando siamo fortunati), rispetto ai 3-4 giorni del dolce casalingo, spalancano gli occhi e con smorfie di disgusto accettano il triste verdetto!!

Ringrazio tutti i genitori che hanno collaborato e lavorato anche per le mie figlie e grazie a tutti coloro che con impegno hanno cercato di instaurare un sano messaggio e un ponte tra noi genitori assenteisti e la scuola tutta! Ad maiora…………….