Scuolabus a Villa Sciarra e sicurezza: missione impossibile?

Venerdì 1 Giugno 2012 si è riunita l’Assemblea dei Genitori del circolo didattico, per discutere principalmente del problema della sicurezza relativa al transito degli scuolabus sotto al tunnel attraverso il quale si accede nel cortile interno del plesso di Villa Sciarra.
Qui è possibile leggere il resoconto dell’Assemblea.
Tutte le proposte avanzate, quella della cooperativa La Goccia, quella di alcuni genitori e quella del Consiglio del Comitato Genitori, potranno essere discusse, integrate e migliorate nel Forum, nella discussione relativa.
Terminato un periodo di discussione, effettueremo una votazione e la proposta finale sarà portata ad una riunione in Comune, con, speriamo, tutti gli enti interessati.

Piove! Madonna come piove! Guarda come viene giù!…

Ci risiamo. Ancora una volta, nonostante le insegnanti, i genitori, gli alunni abbiano avvisato che nella VB piovesse in un’angolo dell’aula, nessuno si è preoccupato di risolvere il problema. La Dirigente da par suo, dichiara di aver inviato tutte le comunicazioni dovute, e anche di aver fatto tutti i solleciti. Il Comune dichiara che gli impegni in calendario, il budget, le risorse non hanno permesso un intervento celere. Il risultato è che a rimetterci sono 17 alunni e le loro insegnanti, che oggi sono stati costretti a fare lezione nell’area comune di fronte all’aula. L’aula è ovviamente insalubre e l’umidità all’interno del locale è fastidiosa, senza contare che non è piacevole lavorare in un ambiente che goccia dal soffitto. Secondo i tecnici del Comune, intervenuti oggi a seguito dell’insistenza di qualche genitore che, stanco, è andato a fare le proprie dimostrante a Palazzo Marconi, i tempi di riparazione sono brevi, ma non calcolabili in quanto bisognerà attendere che smetta di piovere, e si asciughi la parte danneggiata. La soluzione che la Dirigente ha trovato, solo oggi, è quella di spostare gli alunni nella biblioteca. Mi dispiace per le insegnanti, che dovranno fare ancora una volta i salti mortali per svolgere il loro lavoro; mi dispiace per i nostri figli che saranno costretti a sopportare l’ennesima inefficienza di uno stato vecchio, gestito da burocrati che non hanno un briciolo di rapporto con la realtà. La scuola elementare è un obbligo per l’alunno, la scuola ha l’obbligo di dare ai propri alunni una struttura sicura ed efficiente. Mi auguro solo che la coscienza di chi avrebbe dovuto provvedere, e non lo ha fatto, gli faccia perdere un po’ di sonno.

Ebbene si! Quest’anno faccio parte della Commissione Mensa!

Sono entrata a far parte di questo gruppo di 5 genitori del nostro circolo didattico che hanno il compito di controllare la qualità della refezione scolastica dei nostri bambini.

Gianluca Mariotti e Lorena Margnelli mi hanno coinvolto in questa nuova avventura e devo subito ringraziarli per la grande opportunità: ormai loro sono dei veterani della commissione e ciò si evince sin da subito dai rapporti schietti e cordiali che hanno sia con l’ufficio comunale preposto che, soprattutto, con il personale che gestisce le mense dei vari plessi.

Li ringrazio perchè, da appassionata di cucina naturale e biologica (a detta di mio marito anche un bel po’ bacchettona!)  mi permettono di capire meglio cosa mangiano i nostri bambini e qual’è la qualità delle materie prime e degli approvvigionamenti.

Così mercoledì scorso, insieme a Dominga D’Ambrosio, un’altra neofita della Commissione, che quest’anno comprende anche un’altra mamma, Marta Covi, siamo state introdotte da Gianluca al nuovo compito che la commissione prevede.
Perciò, senza preavviso, ci siamo recati alla scuola dell’infanzia Villa Muti durante l’orario del pasto e, successivamente al primo turno della mensa della primaria di Villa Sciarra.

La mattina, dopo l’entrata dei bambini, avevamo già effettuato un sopralluogo a Villa Sciarra e conosciuto la responsabile della mensa, la signora Letizia, che, con i suoi modi affabili e risoluti, ci aveva presentato il personale al momento presente, il cuoco (a cui non abbiamo mancato di portare i complimenti da parte dei nostri bambini per le sue famose lasagne che, a quanto pare battono in gusto quelle casalinghe) e ci aveva mostrato, in un ambiente perfettamente ordinato e pulito,  le attrezzature e i prodotti pronti per il consumo quotidiano e settimanale.

Avevamo anche visionato al piano inferiore i frigoriferi e i congelatori e verificato le date di scadenza e preso nota di molte etichette di confezionamento che risultavano tutte perfettamente in regola.

Inoltre, Gianluca mi ha fatto pervenire alcune tabelle di capitolato dei prodotti alimentari forniti dalle ditte alla scuola e sono rimasta piacevolmente colpita dall’elevatissimo numero di prodotti biologici forniti alla scuola (dal pane alla carne, al pesce, alla pasta, alla frutta e verdura, alla maggior parte dei latticini, all’olio e all’aceto, alle uova pastorizzate e così via).

Soprattutto mi ha colpito il fatto che nella maggior parte dei casi la richiesta di capitolato per cibi di qualità convenzionale, sia stata superata nelle offerte durante le gare d’ appalto, da forniture invece biologiche. Va a finire che i miei figli mangiano più sano a mensa che a casa!

Un altro dato importante che ho rivelato è che la cucina di Villa Sciarra, che abbiamo visto all’opera sia durante le preparazioni che durante i pasti, serve le mense di tutto il Comune di Frascati, ovvero le scuole sia del 1° che del 2° circolo.

Quindi ben 8 plessi scolastici (Villa Muti, Villa Sciarra, Vanvitelli, Dandini, Villa Innocenti, A. M. Lupacchino, Cocciano, e Cisternole) cioè un enorme numero di pasti al giorno, che sono spesso divisi in doppi turni e che sono dislocati in diverse zone comunali e a diversi orari.
Dunque un bell’impegno!

Io che entro nel panico se ho più di 8 persone a pranzo, sono rimasta stupita, nonostante il grande traffico di pentole e vassoi, dall’estrema calma e tranquillità che regnava in cucina. Davvero ammirevole.

Durante il pasto delle tre classi di infanzia di Villa Muti abbiamo avuto modo di assaggiare una minestra di pasta e patate che ho trovato davvero buona, anche a detta dell’elevato numero di piatti vuoti e richieste di seconde porzioni che ho potuto personalmente constatare sia a Villa Muti che a Villa Sciarra. Non male per una minestra, non credete?

Nel plesso di Villa Muti, il pasto è caratterizzato da una rassicurante atmosfera casalinga e viene servito direttamente nelle classi di appartenenza dalla dolce e sorridente Simona, addetta alla mensa, e coadiuvato a buon bisogno dalle maestre che si prodigano senza indugio ad aiutare i più piccoli.

A Villa Sciarra si respira un’atmosfera sicuramente diversa, perchè i bambini sono molti di di più, tanto da essere  divisi in due turni (prime e seconde ore 12.30 e terze, quarte e quinte all’1 e 30), ma nonostante questo, tutto ci è sembrato scorrere senza alcun intoppo.

Abbiamo assistito alla preparazione delle tavolate, rigorosamente divise per classi, con tovagliato, bicchieri, tovaglioli, posate e piatti monouso. Questi ultimi sono riempiti direttamente al tavolo dal personale addetto, a meno dei bambini con particolari restrizioni alimentari che trovano invece al loro posto un piatto confezionato e sigillato precedentemente in cucina e su cui viene apposto il nominativo dell’alunno.

Il prosciutto cotto servito per secondo quel giorno, è quello di una famosa marca di grande distribuzione e che probabilmente a molti di noi è capitato di assaggiare, mentre un piccolo appunto può essere fatto sul gradimento generale delle carote crude che, seppur sopravanzasse di molto la quantità minima per cui segnalare un basso gradimento, a mio parere non è stato particolarmente apprezzato da molti.

Bisogna però anche aggiungere per onestà intellettuale, che il consumo di verdura cruda da parte dei bambini è sicuramente un argomento caldo per molte famiglie (almeno nella mia!) e a dire la verità nella nostra esperienza familiare, i miei figli mangiano più verdura cruda a scuola che a casa.
Anzi, a pensarci bene…chissà che il cuoco non mi possa dare qualche dritta?

Per quanto riguarda le quantità e le temperature dei cibi caldi serviti, nulla da eccepire, anche perchè a detta di Gianluca sono in linea con gli standard dietetici della Asl.

Inoltre un’altra considerazione prettamente “da mamma“: tutti i bambini mi sono sembrati sereni e tranquilli, e nonostante l’atmosfera comprensibilmente vivace che regnava nella mensa, ognuno di loro pareva mangiare con i propri tempi e nel rispetto di quello degli altri.
Alcune maestre inoltre si sono attardate con alcuni alunni un po’ più lenti e hanno loro permesso di finire il pasto regolarmente.

Per concludere, quindi, direi che il primo contatto diretto con la refezione scolastica è stato per mio conto, notevolmente positivo.
Direi che anzi ha sopravanzato le mie personali aspettative da “bacchettona” e mi ha sicuramente tranquillizzato!

L’affabilità del personale inoltre, mi fa ben sperare che, qualora in futuro si verificassero dei disguidi o volessimo apportare dei suggerimenti, ci possa essere un ampio margine propositivo e di dialogo.

Ora aspetto che la Commissione sia convocata al Comune per la prima riunione mensile, su cui vi aggiorneremo sicuramente.

Nel frattempo….buon appetito bambini!!!

Sport e Diabete. Chi ha il diabete non solo può fare ma… “di più” !

(Castellinews – Frascati – Sport) – «Il Comune di Frascati parteciperà alla Prima settimana della cultura sportiva, che si terrà presso l’università degli studi di Roma “Tor Vergata” dal 9 al 14 maggio. Si tratta di un importante evento – ha sottolineato Matteo Filipponi, Consigliere comunale delegato allo Sport – che prevede tutta una serie di approfondimenti con esperti, studiosi, sportivi, testimonial e associazioni di volontariato e sportive. Frascati ospiterà uno degli appuntamenti sabato 14 maggio, in occasione dello svolgimento del convegno “Diabete giovanile e sport”». All’incontro, che si svolgerà dalle 9:30 nell’Auditorium delle Scuderie Aldobrandini, saranno presenti, oltre al Consigliere Filipponi, il Sindaco Stefano Di Tommaso, il fiduciario Coni di Frascati Sergio Sacchetti, Raffaella Sommacal, Maria Luisa Manca Bitti, Antonio Pisani, Lanciotto Saltamerenda, Enrico Santilli e sportivi di rilievo nazionale e mondiale.

«La presenza del nostro Comune all’interno di questa qualificata iniziativa, promossa dai Corsi di laurea in Scienze Motorie in collaborazione con “Tor Vergata” – ha proseguito Filipponi – conferma l’attenzione di questa Amministrazione Comunale verso lo sport, non soltanto per quanto concerne l’attività svolta dalle tante e valide compagini cittadine, ma anche per quanto concerne gli aspetti che riguardano la salute e lo sport, le ricadute positive che l’attività sportiva ha verso i giovani, verso l’integrazione e la solidarietà, dando spazio e disponibilità a progetti che propongono importanti e qualificati momenti di riflessione su temi quantomai attuali». «Il Convegno su Sport e Diabete è un’importante iniziativa che mira a far conoscere alla gente e soprattutto agli sportivi che un atleta con il diabete ha le stesse possibilità di fare sport e di ottenere risultati come chi non lo ha – ha aggiunto Sergio Sacchetti Fiduciario Coni del Comune di Frascati –. La città di Frascati è sempre molto sensibile e vicina al mondo dello sport ed a tutti i suoi aspetti, dimostrando grande attenzione e partecipazione».

Fonte: Castellinews

Ulteriori informazioni sull’evento
Sport e Diabete. Chi ha il diabete non solo può fare ma… “di più” !

Locandina dell’evento:
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UNA LEGGE SULLA DISLESSIA: il diritto allo studio è di tutti

Forse non tutti lo sanno, ma si stima che nelle scuole italiane vi siano circa 350 mila bambini dislessici. Il problema è poco conosciuto, per cui le diagnosi sono meno dei casi reali. Negli ultimi anni, però, sono aumentate e si pensa che il DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (fascia della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado). E’ un numero impressionante di bambini che, fino a qualche anno fa, venivano tacciati di “svogliatezza” o peggio ancora di “mancanza di capacità intellettive”.

La Dislessia è una delle sindromi classificate tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Con questo termine ci si riferisce anche ad altri disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.

La principale manifestazione della dislessia consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. I bambini dislessici si stancano in fretta, impiegano più tempo a portare a termine i compiti, commettono errori, rimangono indietro ed in ultima analisi non imparano, ma non per questo sono stupidi né necessitano di un insegnante di sostegno. Piuttosto hanno bisogno di un insegnante capace ed aperto all’utilizzo delle nuove tecnologie, un docente formato in grado di valutare gli alunni con DSA, che differenzi e personalizzi la didattica, permettendo così a tutti gli allievi di raggiungere gli obiettivi. I DSA, infatti, non dipendono da insufficienti capacità intellettive, ma da una particolare morfologia del cervello dei soggetti affetti, per cui essi hanno difficoltà ad adattarsi a metodologie didattiche standardizzate e a percorsi di apprendimento che vanno bene per la maggior parte dei loro coetanei. In parole povere, se riconosciuti precocemente e se si utilizzano metodiche d’insegnamento “non convenzionali”, questi bambini avranno le stesse opportunità degli altri e non risentiranno delle ripercussioni psicologiche quali demotivazione e scarsa autostima, spesso conseguenza e non causa della dislessia. I ragazzi dislessici possono imparare, anche se in maniera un po’ diversa dagli altri.

Lo scorso ottobre è stata approvata in senato in via definitiva una nuova legge nazionale (Legge 8 ottobre 2010, n. 170, Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 Ottobre 2010) a tutela delle persone con dislessia e disturbi specifici dell’apprendimento. Questi problemi, dunque, vengono ufficialmente riconosciuti e si sono gettate le basi affinché finalmente i bambini con DSA possano sperare di vivere gli anni di scuola con pari dignità dei loro coetanei. Con questa legge i DSA diventano ufficialmente non una malattia, ma una realtà con la quale genitori, studenti e insegnanti devono imparare a confrontarsi e ad operare. Non è certo un punto di arrivo, ma un punto di partenza importante, con il quale si gettano le basi per costruire la scuola del futuro… in cui le “diversità” vengano apprezzate in quanto ricchezza e non limitazione.

Ho mandato i miei figli alla scuola pubblica perché si confrontassero con le diversità ed imparassero che l’istruzione è un’opportunità per tutti.