Giornata internazionale dei diritti per l’infanzia

Cari Genitori,
mi ha fatto molto piacere oggi aprendo la posta elettronica leggere la vostra mail che ricorda la Giornata internazionale dei diritti per l’infanzia.

Ieri prima di andare a scuola sono passata in edicola e ho sfogliato alcuni quotidiani per trovare qualche notizia in merito all’argomento. Nulla, purtroppo! Non sarebbe stato così fuori luogo trovare una notizia visto quanto sta succedendo in questi giorni In Palestina, dove più di 28 bambini sono stati massacrati dai razzi israeliani.

Mi sarebbe piaciuto partire da un quotidiano per informarli sul significato della giornata. Comunque ho messo da parte quanto avevo previsto di fare con i miei alunni e ho scritto alla lavagna:

20 novembre. Giornata internazionale dei diritti per l’infanzia.

Ho chiesto ai bambini il significato di quelle parole e tra un’idea e un’altra siamo arrivati all’informazione. Abbiamo visto il cartone animato Sulle ali dei gabbiani, ispirato ad un libro di B. Pitzorno e curato dall’Unicef, che mette in evidenza con linguaggi appropriati alcuni temi relativi ai diritti dell’infanzia.

Perché è importante che i bambini conoscano i loro diritti? Ci sono molte risposte a questa domanda tuttavia penso che la consapevolezza dei propri diritti rafforzi l’identità e la consapevolezza di se stessi, ciò li aiuta a crescere meglio, più responsabili e più felici.

Perché tanta disattenzione nella nostra società sui diritti dell’infanzia? Anche questa è una domanda con molte risposte, ma le seguenti parole tratte dal sito Hamelin, (Associazione culturale che si occupa di letteratura per l’infanzia), mi sembrano appropriate:

Ha qualcosa di gattopardesco l’atteggiamento che come società abbiamo verso l’infanzia, una sorta di mettere i bambini dappertutto per non metterne nessuno da nessuna parte, con i riflettori puntati su un enorme bambino di cartapesta.
Il kid marketing è uno dei pochissimi settori di mercato che non conosce crisi, un affare colossale in costante ascesa, i ragazzini sono i testimonial ideali per qualsiasi prodotto, imperversano sulle pagine pubblicitarie dei magazine femminili e sono la chiave più diretta per il successo in tanti campi…

Attenzione, quindi, di bambini si parla, ma come oggetti di consumo e non come soggetti portatori di diritti! Anche questo è un modo per non rispettare i diritti dell’infanzia che noi adulti dovremmo tutelare, garantendo ai bambini e alle bambine una crescita serena ed equilibrata in una società che destina risorse e spazi idonei per loro, scuole pubbliche attrezzate che garantiscano realmente uguaglianza di opportunità formative.

Noi siamo quello che mangiamo

Noi siamo quello che mangiamo” è una celebre frase del grande filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Sulla qualità dei cibi, che introduciamo e diamo ai nostri figli, esiste una ricca letteratura scientifica.

Una corretta alimentazione inizia a colazione, a casa e non al pasto della mensa scolastica. La scuola è un supporto, autorevole ed educativo che coadiuva con il lavoro, autorevole ed educativo, iniziato dentro le nostre famiglie. E’ impensabile che si debba delegare alla scuola tutto ciò che non riusciamo a fare a casa o nella fattispecie alla gestione dei cibi nelle mense scolastiche.

Noi genitori abbiamo gli elementi per valutare se un pasto è ben articolato ed è dato dalla contemporanea presenza nel pasto delle tre porzioni: carboidrati ( pasta, pane e patate), proteine ( pesce, carne, uova, latticini, cereali e legumi) e grassi (olio di oliva) e per ultimo, ma non perché meno importante, i minerali e le fibre.

Se un bambino è coperto dai tre pilastri nutrizionali, quel bambino ha una buona alimentazione. Se ai nostri figli omettiamo, o ancora peggio, pensiamo di sostituire uno dei tre pilastri a vantaggio di uno, ecco che si innesca un processo che nel tempo darà la perdita dell’omeostasi fisiologica.

Importante, a mio avviso, che si assaggi e si introduca tutto quello che la natura ci offre rispettando la sua stagionalità, le produzioni a cortometraggio zero e si ritorni, nei limiti della nostra routine quotidiana, alla preparazione dei cibi in casa. Una patata fritta in olio di oliva ha una funzione nutrizionale ben diversa dalla patata fritta, sempre in casa, ma surgelata della catena industriale. Quel prodotto surgelato non è una patata, ma un surrogato di miscele e polveri in cui il tubero ne costituisce la minoranza. La costante presenza di miscele gassate e colorate sulla nostra tavola è spesso il compromesso che molti genitori adottano pur di risollevare un’ innata inappetenza. Una buona cotoletta panata in casa, ha un valore nutrizionale diverso da una cotoletta pronta e surgelata acquistata al supermercato. Di esempi come questi potremmo farne all’infinito.

Riscontro frequentemente delle lamentele di molti genitori sulla cattiva gestione e qualità di cibi nelle scuole, ma ahimé, devo purtroppo constatare che ad una attenta anamnesi alimentare domiciliare, i cibi graditi e consumati costantemente non rientrano tra quelli più utili dal punto di vista nutrizionale. Trovo costantemente, con un rischio ancora più grave di danno, l’omissione della prima colazione, sostituita, anzi, ingurgitata in macchina, dalla merendina industriale.

Tempo fa mi fu chiesto se potevo effettuare un certificato per un consumo di prosciutto crudo “tagliato a mano e senza grasso” alla direzione della mensa scolastica del figlio!!!!!

In merito alle calorie penso che sia più idoneo parlare di rotazione degli alimenti nelle giuste proporzioni e di ridurre al minimo tutti i prodotti delle catene industriali che sono “vuoti” dal punto di vista nutrizionale ma ricchi in “calorie”.

Se la natura ha cercato di salvaguardare, malgrado l’uso improprio dei pesticidi et all, molti dei prodotti arrivati fino alle nostre tavole, un motivo deve pur esserci e vale la pena riflettere e soffermarci su questo.

Spesso parlando con i piccoli, porto loro il classico esempio della torta della mamma (tempo di preparazione 15′) e le merendine della mitica casetta bianca. Quando dico loro che assumono un prodotto preparato almeno 12 mesi prima (quando siamo fortunati), rispetto ai 3-4 giorni del dolce casalingo, spalancano gli occhi e con smorfie di disgusto accettano il triste verdetto!!

Ringrazio tutti i genitori che hanno collaborato e lavorato anche per le mie figlie e grazie a tutti coloro che con impegno hanno cercato di instaurare un sano messaggio e un ponte tra noi genitori assenteisti e la scuola tutta! Ad maiora…………….

Mensa scolastica: bilancio dell’anno trascorso

A conclusione dell’anno scolastico che sta volgendo al termine, e che mi ha visto per la prima volta membro della Commissione Mensa, è parso doveroso sia a me e che ai miei colleghi genitori, rendervi pubblicamente partecipi del lavoro di vigilanza che abbiamo svolto insieme quest’anno.

Per cercare di rendere al meglio le numerose sfaccettature che questo compito ha avuto per ognuno di noi cinque, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio che ognuno le esponesse personalmente. E, per rendere il tutto più leggibile, abbiamo quindi scelto di porci alcune domande, e darci, come faceva un tempo Marzullo, altrettante risposte. Quel che ne risulta è una sorta di puzzle, da cui ognuno di voi potrà poi evincere un bilancio complessivo sul sevizio di vigilanza che abbiamo svolto nelle mense scolastiche comunali del nostro circolo didattico per l’anno 2011-2012.

Condividiamo qui, per il momento e per questioni di brevità, le mie risposte e quelle di Gianluca Mariotti. Nei prossimi giorni, seguiranno le altre degli altri genitori membri.

1. Cosa ti ha spinto a candidarti come rappresentante dei genitori per la commissione mensa?

Gianluca: Il motivo principale è stato quello di trovare risposta ai dubbi che avevo sulla qualità del cibo, ed anche alle molte chiacchiere che si facevano a scuola.

Ludovica: Principalmente mi ha spinto la voglia di capire meglio come funzionasse, come fosse gestito e da chi, il servizio della refezione scolastica dei miei figli. Sinceramente mi aspettavo di trovare un servizio più casalingo e alla buona, invece sono rimasta piacevolmente sorpresa dal grado di professionalità che ho riscontrato sia nel personale dirigente che in quello delle cucine.

2. Quali sono, secondo te, i punti di forza della refezione scolastica di Frascati e quali invece gli ambiti su cui ancora c’è da lavorare?

Gianluca: I punti di forza sono sicuramente l’ alta percentuale di alimenti biologici e la filiera corta che permette di avere un impatto ambientale limitato.

Ludovica: I punti di forza: approvvigionamento di moltissimi ingredienti biologici (il che, se si confronta con il Comune di Roma, che ha tolto il biologico dalle mense scolastiche…è un grande vantaggio da non sottovalutare!) e di filiera corta; la semplicità e la fluidità dell’organizzazione; l’alto grado di professionalità; l’igiene.
Il punto su cui mi piacerebbe poter lavorare nel prossimo anno sarà ottenere, nonostante le enormi difficoltà economiche in cui versano le casse comunali, il 100% dei prodotti biologici sui tavoli della mensa, includendo anche i latticini, per ora provenienti da filiera corta.

3. Secondo il tuo parere, come sono stati i rapporti della Commissione Mensa con il personale Cirfood, con la dirigenza della Refezione e con l’ufficio scuola del Comune?

Gianluca: Questo per me è stato il terzo anno in commissione quindi mi porto dietro la conoscenza e la stima reciproca costruita nel tempo. I rapporti sono ottimi soprattutto per quanto riguarda la disponibilità di tutti gli organi nel trovare soluzione alle varie necessità sorte negli anni.

Ludovica: Il rapporto con il personale mensa e con la responsabile è stato ottimo, abbiamo trovato sempre moltissima disponibilità all’ascolto delle richieste, dei dubbi e dei suggerimenti dei genitori. Inoltre sono sempre stati molto disponibili durante le nostre ispezioni a sorpresa e molto trasparenti nel renderci partecipi del loro operato, nonostante il carico di lavoro quotidiano. Durante le riunioni al Comune, i rapporti con la dirigenza comunale e con la Cirfood (la società che ha in appalto il servizio mensa) sono stati piuttosto schietti e molto collaborativi. Ho avuto davvero un’ottima impressione.

4. Come sono stati invece i rapporti con i tuoi colleghi della commissione?

Gianluca: Buoni; può migliorare la collaborazione anche se trovare momenti da dedicare esclusivamente alla mensa diventa sempre più difficile;

Ludovica:Ottimi! Certo, non sempre (io per prima) tutti noi siamo stati presenti alle riunioni al Comune, ma l’atmosfera nel gruppo è sempre stata molto collaborativa. Ho inoltre avuto l’ opportunità di imparare stando a diretto contatto con veterani come Gianluca e Lorena, che già da alcuni anni fanno parte della commissione e hanno quindi molta esperienza e rappresentano una memoria storica fondamentale.

5. Da quando fai parte della commissione mensa, la tua personale percezione del servizio di refezione scolastica è cambiato? In meglio o in peggio?

Gianluca: Totalmente cambiata in meglio, anche perchè verificare il servizio dall’interno mi ha tolto molti dubbi, ho potuto verificare l’impegno e la professionalità che viene messa in campo ed ho anche confrontato la qualità con altre mense che per motivi di lavoro ho frequentato negli anni.

Ludovica: E’ cambiata certamente. La mia opinione sulla mensa è nettamente positiva e sicuramente non mi sarei aspettata all’inizio tale qualità di servizio.

6. Quali sono le tue impressioni sulla qualità del servizio da parte dei bambini, delle maestre e anche, di rimando, dei genitori?

Gianluca: Ci sono pareri completamente diversi da ognuno dei frequentatori; dipende molto dall’educazione alimentare che si possiede sia per quanto riguarda i bambini ma anche e soprattutto degli insegnanti. Lascio perdere i genitori perchè non hanno nessun elemento per valutare la qualità della mensa…per farlo, il prossimo anno dovrebbero far parte della commissione. VENITE !!!

Ludovica:
A quel che ho visto durante le numerose ispezioni, per la maggior parte i bambini sembrano (al di là delle preferenze personali per un piatto invece che per un altro) gradire il servizio, così come le maestre, in special modo quelle dei miei figli (che ho interpellato più volte direttamente). Riguardo le opinioni dei genitori, per il prossimo anno, mi propongo di promuovere, ancora di più la trasparenza del servizio e, se sarà possibile, magari anche delle occasioni di incontro con la commissione e la dirigenza della mensa a cui potranno partecipare direttamente tutti i genitori. Ad ogni modo, invito gli inguaribili scettici e chi è interessato a sostenere l’impegno, a candidarsi per il prossimo anno nella commissione. Ne vale veramente la pena!

I magnifici quattro

“Giochiamo con la caserma dei Vigili del Fuoco?”. Questa è la richiesta ancora frequente di mio figlio di 5 anni da quando, per il suo terzo compleanno, ha ricevuto in regalo questo gioco con tanto di autopompa, scala telescopica, personaggi in miniatura, compreso di sommozzatori!

E’ uno di quei giochi, seppur moderni, in grado di proiettare i bambini nella leggenda, sia perché il ruolo rivestito dai Vigili del Fuoco nella società è quello di tutelare la sicurezza delle persona dalle avversità della natura, sia perché, giustamente, è inutile negare che nell’immaginario collettivo, figuriamoci poi in quello di un bambino, l’attenzione va soprattutto alle gesta eroiche che, a discapito della propria incolumità fisica, i vigili si trovano a compiere durante le loro operazioni di salvataggio.

La capacità di affrontare ed essere in grado di domare una delle paure più intime ed ancestrali dell’uomo come quella del fuoco, e di sfidare le mille ed imprevedibili insidie da esso derivanti, facilita l’accostamento della moderna figura del vigile del fuoco, a distanza quasi di un millennio, al mito del cavaliere. Egli è sempre allerta, notte e giorno, volontario, sfida fiamme, altitudini, “rischi indicibili e traversie innumerevoli“, per proteggere l’ambiente e le persone. Allena il suo fisico costantemente, tiene in ordine e pronto il suo equipaggiamento, la sua armatura, il suo scudo.

Posso quindi solo immaginare l’emozione che mio figlio ha potuto provare nel trovarsi su una reale autopompa dei Vigili del Fuoco o nell’assistere ad una vera esercitazione di controllo delle fiamme. Una gita indimenticabile di cui ancora oggi, a distanza di quasi due mesi, mi racconta nuovi particolari e sensazioni provate. La visita alla caserma dei Vigili del Fuoco di Capannelle a Roma è stata svolta all’interno del progetto didattico dal titolo  “I magnifici quattro“, condotto nel plesso di Villa Muti. Per attirare e canalizzare la naturale curiosità dei bambini, le insegnanti, durante l’intero anno scolastico, si sono avvalse di alcuni accattivanti espedienti narrativi e di suggestive ambientazioni, che si sono poi concluse con il rituale dello “spettacolo di fine anno”.

E’ per me difficile descrivere l’emozione che ieri ho provato come genitore, nel veder rappresentato dai nostri piccoli figli-attori-danzatori, la messa in scena dell’interazione degli elementi fondamentali dell’origine dell’esistenza umana: la terra, l’acqua, l’aria ed il fuoco – i magnifici quattro appunto! Le insegnanti, Maestre con la “M” maiuscola, durante il corso di questi brevi, fondamentali ed intensi anni della vita dei nostri figli, hanno saputo (a mio modesto parere di genitore e che riscontro direttamente da mio figlio) trasmettere ed indurre, per mezzo di drammaturgia e scienza, le conoscenze e le abilità che consentono ai nostri figli di riprodurre ed elaborare direttamente la fisicità dei fenomeni, ma soprattutto, di interiorizzarla, rendendo proprie e personali, le esperienze di osservazione, verifica, scoperta, adattamento e controllo dell’ambiente naturale che li circonda.

Desidero quindi, per il congedo del mio secondogenito dalla scuola dell’infanzia, manifestare ed indirizzare pubblicamente un ringraziamento speciale a tutto il corpo docente, forza trainante per l’educazione e l’istruzione dei nostri figli. Ma è solo un arrivederci, con l’augurio che il mio terzogenito, nonostante le attuali avventate politiche di gestione scolastiche dedite (a mio avviso) esclusivamente al mero risparmio economico, abbia comunque l’opportunità e il privilegio di incontrare la professionalità, la dedizione ed il sorriso di insegnanti soddisfatti e gratificati.