Sperimentazione nuova viabilità parco di Villa Sciarra

Ieri martedì 8 ottobre 2013, il Comune ha invitato i rappresentanti del Comitato dei Genitori, la dirigente scolastica e la direttrice dei servizi generali amministrativi dell’Istituto Comprensivo di Frascati (Via Don Bosco), per illustrare un nuovo piano di gestione della viabilità e dei parcheggi all’interno del parco di Villa Sciarra.

All’incontro erano presenti per il comune di Frascati, il sindaco Stefano Di Tommaso, l’assessora Armanda Tavani, il consigliere comunale Franco D’Uffizi, la dirigente del III settore Maria Grazia Toppi, per la scuola la D.S. Paola Felicetti e la D.S.G.A. Giovanna M. Ruberto, per il comitato dei genitori, il presidente Luca Giarratana, Filippo Foti, Gianluca Mariotti e Matteo Quintiliani.

Il consigliere D’Uffizi ha illustrato i nuovi criteri che verranno applicati in via sperimentale a partire dal prossimo lunedì 21 ottobre 2013 per un periodo di qualche settimana, al termine del quale si valuteranno i benefici prospettati, anche in funzione di possibili ricadute positive sulla viabilità circostante su Via Don Bosco e Via Fontana  Vecchia, e le eventuali nuove criticità che potranno venire a crearsi.

In attesa di comunicazioni ufficiali, anticipiamo qui di seguito i punti salienti della nuova regolamentazione sperimentale al fine di rendere partecipi tutti prima della loro attuazione.

Viabilità

  • Il sottopassaggio (il “tunnel”) che permette l’accesso al giardino brecciato di Villa Sciarra sarà esclusivamente pedonale.
  • Gli scuolabus transiteranno, tramite un opportuno percorso circolare, nel piazzale antistante il cancello del sottopassaggio.
  • I bambini che usufruiscono del servizio di scuolabus saranno accompagnati dal personale assistente dal sottopassaggio fino all’entrata della scuola. Viene raccomandato a tutti di dare precedenza e facilitare il passaggio dei bambini dello scuolabus e di non sostare a lungo nel sottopassaggio.
  • A tutti gli altri pedoni, dopo essere entrati dal primo cancello d’accesso al piazzale superiore, verrà richiesto di raggiungere il sottopassaggio tenendosi sulla sinistra del piazzale, così da non incrociare gli scuolabus in manovra.
  • Potranno accedere al piazzale superiore solo i veicoli, oltre che con opportuno permesso comunale, con all’interno bambini o accompagnatori con difficoltà di deambulazione.

Parcheggi

  • I parcheggi dopo la curva dell’aula Nanomondo saranno destinati ai veicoli del personale che lavora nei plessi di Villa Sciarra (Infanzia, Primaria e Secondaria di secondo grado), identificati da un opportuno contrassegno.
  • Il parcheggio adiacente la segreteria sarà accessibile a tutti. Attenzione: chiusura prevista ore 17:00.
  • Nel piazzale superiore saranno disponibili 4 posteggi con contrassegno invalidi.

Come comitato dei genitori ci siamo resi disponibili a cooperare, innanzitutto sperando che tale sperimentazione riesca effettivamente ad offrire un maggior benessere diffuso, ma soprattutto rimanga finalmente da esempio di come le risoluzioni dei problemi dovrebbero essere affrontate, ovvero attraverso il confronto e la collaborazione delle parti.

Per concludere, i rappresentanti del comitato dei genitori saranno i portavoce ufficiali di eventuali suggerimenti migliorativi o critiche funeste. Rimaniamo quindi in attesa di vostri commenti in quest’articolo oppure all’indirizzo e-mail ccg@scuolattivamente.org .

La sottile linea rossa

Mattina del 27 settembre 2013, gli scuolabus stazionano nel piazzale di Villa Sciarra poiché il cancello eccezionalmente chiuso impedisce il passaggio a qualsiasi veicolo. Solo dopo l’intervento dei Carabinieri finalmente i bambini riescono a scendere a piedi per raggiungere le loro aule alle ore 9:10 circa.

Mattina del 27 settembre 2013, Villa Sciarra


Tra la lucidità e la follia c’è solo una sottile linea rossa.

I magnifici quattro

“Giochiamo con la caserma dei Vigili del Fuoco?”. Questa è la richiesta ancora frequente di mio figlio di 5 anni da quando, per il suo terzo compleanno, ha ricevuto in regalo questo gioco con tanto di autopompa, scala telescopica, personaggi in miniatura, compreso di sommozzatori!

E’ uno di quei giochi, seppur moderni, in grado di proiettare i bambini nella leggenda, sia perché il ruolo rivestito dai Vigili del Fuoco nella società è quello di tutelare la sicurezza delle persona dalle avversità della natura, sia perché, giustamente, è inutile negare che nell’immaginario collettivo, figuriamoci poi in quello di un bambino, l’attenzione va soprattutto alle gesta eroiche che, a discapito della propria incolumità fisica, i vigili si trovano a compiere durante le loro operazioni di salvataggio.

La capacità di affrontare ed essere in grado di domare una delle paure più intime ed ancestrali dell’uomo come quella del fuoco, e di sfidare le mille ed imprevedibili insidie da esso derivanti, facilita l’accostamento della moderna figura del vigile del fuoco, a distanza quasi di un millennio, al mito del cavaliere. Egli è sempre allerta, notte e giorno, volontario, sfida fiamme, altitudini, “rischi indicibili e traversie innumerevoli“, per proteggere l’ambiente e le persone. Allena il suo fisico costantemente, tiene in ordine e pronto il suo equipaggiamento, la sua armatura, il suo scudo.

Posso quindi solo immaginare l’emozione che mio figlio ha potuto provare nel trovarsi su una reale autopompa dei Vigili del Fuoco o nell’assistere ad una vera esercitazione di controllo delle fiamme. Una gita indimenticabile di cui ancora oggi, a distanza di quasi due mesi, mi racconta nuovi particolari e sensazioni provate. La visita alla caserma dei Vigili del Fuoco di Capannelle a Roma è stata svolta all’interno del progetto didattico dal titolo  “I magnifici quattro“, condotto nel plesso di Villa Muti. Per attirare e canalizzare la naturale curiosità dei bambini, le insegnanti, durante l’intero anno scolastico, si sono avvalse di alcuni accattivanti espedienti narrativi e di suggestive ambientazioni, che si sono poi concluse con il rituale dello “spettacolo di fine anno”.

E’ per me difficile descrivere l’emozione che ieri ho provato come genitore, nel veder rappresentato dai nostri piccoli figli-attori-danzatori, la messa in scena dell’interazione degli elementi fondamentali dell’origine dell’esistenza umana: la terra, l’acqua, l’aria ed il fuoco – i magnifici quattro appunto! Le insegnanti, Maestre con la “M” maiuscola, durante il corso di questi brevi, fondamentali ed intensi anni della vita dei nostri figli, hanno saputo (a mio modesto parere di genitore e che riscontro direttamente da mio figlio) trasmettere ed indurre, per mezzo di drammaturgia e scienza, le conoscenze e le abilità che consentono ai nostri figli di riprodurre ed elaborare direttamente la fisicità dei fenomeni, ma soprattutto, di interiorizzarla, rendendo proprie e personali, le esperienze di osservazione, verifica, scoperta, adattamento e controllo dell’ambiente naturale che li circonda.

Desidero quindi, per il congedo del mio secondogenito dalla scuola dell’infanzia, manifestare ed indirizzare pubblicamente un ringraziamento speciale a tutto il corpo docente, forza trainante per l’educazione e l’istruzione dei nostri figli. Ma è solo un arrivederci, con l’augurio che il mio terzogenito, nonostante le attuali avventate politiche di gestione scolastiche dedite (a mio avviso) esclusivamente al mero risparmio economico, abbia comunque l’opportunità e il privilegio di incontrare la professionalità, la dedizione ed il sorriso di insegnanti soddisfatti e gratificati.

L’ultimo giorno di scuola è al Parco

…a riveder le stelle, sotto il cielo del parco.

Venerdi 10 giugno è l’ultimo giorno di scuola per tutti gli alunni delle classi primarie. E’ arrivato quindi per loro e per tutti noi genitori, il momento dei saluti alle insegnanti prima delle vacanze estive.

All’approssimarsi della sera, nel Parco Comunale di Villa Sciarra sarà possibile osservare il cielo stellato con il telescopio grazie alla gentile collaborazione dell’Associazione Tuscolana di Astronomia.

Diverse classi hanno pensato bene di spendere la loro attesa per questa veglia alle stelle, organizzando  un pic-nic nel parco sin dal pomeriggio con tutti i propri compagni. Credo sia un’ottima idea da proporre ed estendere a tutti i bambini di tutti i plessi: Vanvitelli, Villa Muti e Villa Sciarra e anche un’alternativa più rilassante  e “bucolica” alla tradizionale cena in pizzeria che solitamente ogni classe organizza a fine anno.

Inoltre, durante la serata, il Comitato dei Genitori sarà lieto di offrire un servizio di mini-bar con caffè e dolcetti.

Allora, tiriamo fuori dal cassetto quella tovaglia a quadri che fa tanto “pic-nic anni cinquanta” e sbizzarriamoci con panini e leccornie da gustare insieme, naturalmente, con gli occhi puntati dritti al meravigliso cielo stellato!!!

Io, personalmente, non vedo l’ora!!!

Per suggerimenti e/o supporto non esitate a scrivere a info@scuolattivamente.org o a lasciare commenti di seguito.

Un’iperbole scolastica

Ogni riferimento a fatti e/o a persone è da ritenersi puramente verosimile!

Ho appena accompagnato i miei figli a scuola, con calma almeno apparente. Ora mi affretto assonnato alla guida della mia auto gelida e viaggio alquanto spedito. Ma dura poco perché mi ritrovo a breve immobile nel traffico che mi congiunge al posto in cui lavoro. Il tepore del condizionatore dell’auto mi sospinge nello stato soporifero… …rimango assorto nei miei pensieri.

Ricordo il mio primo giorno di scuola delle elementari a Villa Sciarra: avevo il grembiule blu, il fiocco bianco ed una cartella rigida rossa. Così come l’ho detta sembrerebbe un secolo fa… …faccio il conto, no! Era il 1982. Per entrare a scuola si passava per il cancello di Via Fontana Vecchia, quello che affaccia sul tratto di strada che si restringe poi curva e discende come una montagna russa verso Villa Muti. Le auto che transitavano venivano fermate dall’autorevole mano del vigile urbano che favoriva l’attraversamento e l’accesso di noi tutti.

Nel frattempo invece, nel traffico di oggi, un’auto mi passa avanti occupando il misero spazio che divide la mia con quella che mi precede, cosicché l’ometto nell’auto dietro suona fragorosamente il suo clacson a monito della mia scarsa attenzione.

Per tutte le elementari sono andato a scuola la mattina e la mia maestra devo ammettere mi ha insegnato molto anche se non mi va ancora giù che avesse una preferenza incondizionata per le bambine. Comunque per diversi anni un paio di volte la settimana rimanevo a scuola anche il pomeriggio per partecipare alle attività integrative, gratuite! Il pranzo lo portavamo da casa nelle gavette e nei thermos.

Nel 1982, una maestra quasi certamente proveniente da un altro pianeta, organizzò un corso pomeridiano di fotografia. Allestì nello stanzino adiacente a quella che oggi è l’aula informatica una vera e propria camera oscura per poter sviluppare le pellicole e stampare le foto (rigorosamente in bianco e nero all’epoca) che avevamo scattato nel parco. Una volta uno di noi bambini, durante la fase di sviluppo, per cercare le pinze che aveva chiesto la maestra accese candidamente la luce vanificando così tutto il lavoro fatto fino in quel momento! Fu grandioso!

Rido, spingo nuovamente la frizione e reinserisco, con gesto ormai alienato, la prima marcia. Mi guardo intorno e fra gli automobilisti nessuno mi nota mentre un aereo che vola basso taglia i loro sguardi fissi e assorti.

Il Direttore della scuola era una presenza mitica e benevola che aleggiava in maniera onnipresente su di noi. Qualche bambino raccontava di averlo visto, alcuni di aver addirittura presenziato a scene in cui aveva fatto scomparire magicamente nel proprio orecchio monete e sigarette. E pochissimi ancora, i più temerari, tendevano a sottolineare che l’orecchio usato fosse il destro poiché il sinistro non ce l’aveva più…forse era scomparso nell’altro.

Nel cortile ricoperto di ghiaia non c’erano ancora alberi ma cespugli sparsi d’erba fra i quali sotto il sole andavamo a caccia di grilli durante l’uscita per la ricreazione. Gli alberi che nel cortile di Villa Sciarra tuttora resistono, furono piantati proprio durante gli anni delle mie elementari in occasione di una manifestazione dal titolo “Ci vuole un fiore” organizzata dalla scuola ed a cui presenziò anche il Sindaco al quale notai che sfortunamente era sparita una mano…e di cui speravo ardentemente si potessero ritrovare delle tracce nell’orecchio del Direttore.

Adesso, un’ autoambulanza sfreccia e le auto si fermano.
Riprendono ad andare.
Si fermano.
Riprendono ad andare.

Salita la prima rampa di scale dell’edificio di Villa Sciarra, sul pianerottolo subito a destra c’era un tavolo sotto la finestra dietro al quale il bidello usava sedere ogni giorno. A noi appariva un uomo burbero ma forse soltanto a causa di quel suo vocione grosso che faceva tuonare nel corridoio. Infatti accadeva spesso invece che partecipasse amabilmente ad alcune delle nostre attività cimentandosi in maniera egregia nella lavorazione del legno e nel traforo. In occasione di un Natale realizzò un telaio di legno per mezzo del quale tutti noi bambini potemmo costruire il nostro alberello natalizio da portare a casa.

Un giorno di primavera inoltrata, trovando dei pezzi di gesso in terra, io e altri pochi compagni fummo illuminati dalla magnifica idea di cimentarci in alcuni “murales artistici” sulle rosse pareti esterne dell’edificio. Sì, quelle stesse pareti su cui oggi è evidente la stratificazione di successive ritinteggiature… testimonianze vive che, nel corso dell’evoluzione generazionale, quelle mura abbiano continuato ad ispirare forme d’arte “alternative”. Le insegnanti ci sorpresero sul fatto e, dopo i rimproveri di rito, intimarono che lo avrebbero detto ai nostri genitori ma non solo: saremmo stati condotti immediatamente niente-popò-di-meno-che dal Direttore in persona.

Davanti la direzione, noi quattro monelli appoggiati in piedi alle pareti, aspettavamo con inevitabile terrore. Quando la porta si aprì comparve la maestra vicaria del Direttore la quale ci disse che il Direttore era assente in quel momento e fu quindi lei stessa a decidere che avremmo dovuto ripulire i muri imbrattatti. Scendemmo allora insieme alla bidella nel cortile deserto e pieno del sole del primo pomeriggio. Gli altri bambini erano tutti rientrati nelle classi ormai, noi invece, in piedi accanto alla bidella che con un tubo spruzzava dell’acqua sui muri, cercavamo goffamente con degli stracci di eliminare le colpevoli tracce del nostro gesto. Il sole, vigile e quieto sulle nostre schiene di bambini, ancora per una volta testimoniava a tutto il mondo circostante quel cortile come la Scuola fosse visceralmente nostra.

Eccomi ora arrivato, finalmente. Scendo dall’auto, infilo il mio zaino e mi incammino sotto questo cielo terso. Fa ancora freddo e per un attimo la mia mente è attraversata dal dubbio di non aver scelto per i miei figli gli indumenti adatti al rigore di questa incerta giornata di primavera. Ma è solo il pensiero di un attimo, per fortuna so che continua ancora a battere forte il sole sulla loro Scuola.